C'è una luna enorme, gialla, quasi immateriale, che galleggia nel cielo blu pervinca occupandone la metà. Pare fatta di bollicine di champagne o di burro fuso o con una pasta di meliga sbriciolata. La sua luce è così affabile che sembra scaldare, non è bianca ma è dorata, non è netta ma è diffusa, non crea ombre, si posa come cipria su un folto berceau di rose rampicanti, dalle foglie scure e lucide, disseminato di fiori bianchi a petali fitti. Sicuramente sono rose molto profumate. Sotto il berceau una ragazza nuda è stesa su una panchina di pietra, nella posa di una Venere cinquecentesca, un braccio piegato a sostenere il capo, l'altro abbandonato sul grembo, non si sa se per pudicizia o per toccarsi un po'. Il suo corpo è color avorio antico, la sua faccia rotonda è come un piccolo riflesso della luna nel buio...