Consolata
Lanza vive a Torino dove si è laureata in lettere classiche e ha insegnato
per vent'anni nelle scuole superiori. Come studentessa era un'asina
spesso bocciata e sempre rimandata, come insegnante ha avuto sempre
chiaro che non voleva infliggere ai suoi allievi le stesse sofferenze
che aveva patito lei. Nel momento stesso in cui ha lasciato la scuola
se ne è dimenticata, sentendosi come un'ergastolana graziata. Dal che
si può capire perché, finora, non le è mai capitato di scrivere neanche
una riga di ambiente scolastico.
Attualmente scrive, legge e collabora alle riviste LN-LibriNuovi e Sagarana.
Con il gruppo legato a LN-LibriNuovi partecipa all'antologia annuale
Fata Morgana, emanazione del concorso omonimo, e al progetto di ALIA,
L'arcipelago del fantastico, antologia di letteratura fantastica.
Ha fatto parte della giuria del concorso letterario Donne, Eros...
ed altre Donne organizzato dall'Associazione Green Tomatoes, e dal
2001 a quella de Le donne pensano, le donne scrivono organizzato
dal Centro Donna della 6° Circoscrizione. Ha pubblicato sei libri e
numerosi racconti in riviste e antologie.
Ama viaggiare, le sue patrie d'elezione sono la Grecia, l'India e Bolzaretto
Superiore, un paesino immaginario della campagna piemontese dove sono
ambientate molte delle storie che scrive. Anche Torino compare sovente
come sfondo delle sue storie, il che è normale perché è il posto che
conosce meglio. La sua produzione letteraria ha toni e tematiche abbastanza
variate, scivola con facilità nel fantastico o nel surreale, oscilla
tra ironia e dramma, ma ha sempre un forte legame con la materia, ciò
che si vede e si tocca, perché la sua immaginazione ha bisogno di stimoli
sensoriali. Non si fida molto delle emozioni, non ha mai capito bene
che cosa siano esattamente i sentimenti, le idee talvolta la annoiano,
e il suo rapporto con la realtà passa attraverso i sensi. Pensa di avere
un approccio soprattutto estetico alla vita, il che è un limite evidente
ma almeno le risparmia il moralismo, il sentimentalismo, l'eccesso di
significato e l'astrattezza. Le piacciono soprattutto le storie, sia
leggerle che scriverle. È molto curiosa di qualunque tipo di vicenda
umana.
Poiché è una lettrice assidua e appassionata, pensa che i libri siano
importanti, e che essere scrittore ha senso se si riesce a dare piacere
a qualcuno anche con una sola pagina. È convinta che per scrivere bisogna
tenere gli occhi spalancati sul mondo, leggere i giornali, fare la spesa
al mercato, avere opinioni politiche, ascoltare moltissimo e sognare
tutte le notti.
Le piace infinitamente chiacchierare. È molto riconoscente a un gran
numero di donne che l'hanno sostenuta e aiutata nella sua carriera letteraria.
Crede nell'indipendenza di giudizio, nell'onestà e nella conoscenza
di se stessi, e nella capacità di ridere quando è il caso.