TRILOGIA DELLE DONNE VIRTUOSE
La Santa La Sorella La Sposa
Incipit
Tra le non molte glorie locali di Bolzaretto Superiore, c'era anche una santa: Santa Isabellina da Bolzaretto, appunto. La sua immagine si poteva ancora vedere nei resti di un affresco che decorava una cappella romanica, poi rimaneggiata con una bifora gotica, unico resto della costruzione originaria della chiesa barocca di San Rocco, che sorgeva proprio di fronte al castello, anch'esso più volte rimaneggiato, in cui era vissuta Isabellina. La santa era rappresentata di profilo come una fanciulla bionda, con lunghe trecce che le circondavano il capo scoperto, inginocchiata; vestiva una tunica rossa a fiori d'oro, con maniche aderenti, e un mantello azzurro scuro; nelle mani teneva qualcosa che poteva essere un messale, o una teca (in quel punto l'affresco era particolarmente scrostato) e un bordone da pellegrina: l'agiografia ci dice infatti che fu una grande viaggiatrice. L'unica parte del castello che risaliva ai tempi di Isabellina era il torrione rotondo e merlato, intorno al quale anche allora le rondini volavano al tramonto, stridendo come folli. Non era una santa molto famosa né venerata, nemmeno a Bolzaretto; pochi dei fedeli che frequentavano la chiesa parrocchiale di Santa Maria del Carmine sapevano che era rappresentata in un quadro barocco molto scuro alla destra dell'altare maggiore. Tuttavia, era una santa interessante.